Ho incontrato la Morte alla fermata dell'autobus.
Aveva stivali neri e una calzamaglia di cotone, con le due linee delle cuciture sul culo stretto.
Giocava con le falde della giacca di pelle, si accarezzava il mento da cui usciva sangue chiaro e si arrotolava i capelli buondi in una crocchia.
Non aveva abbastanza mani per fare tutte queste cose insieme, quindi ora penso le alternasse (giacca - sangue - crocchia, giacca - sangue - crocchia ) ma in quel momento no. In quel momento il tempo non c'era. Probabilmente succede sempre così, in presenza della Morte.
Perciò in un unico istante lei giocava e sanguinava e saltellava sul posto e correva in giro tra la gente in attesa.
Rideva e supplicava dietro gli occhi truccati, girava come una vespa intorno agli altri, ma a me non si avvicinava.
Io guardavo tra le dita per ripararmi dal sole, e pensavo, quella è la Morte e non ha un elastico per legarsi i capelli, così li bagnerà i sangue biondi come sono. La Morte che balla nel sole nella sua giacchetta blu. Ho preso dalla tasca un elastico azzurro - ci avevo legato i capelli di Anna in un altro tempo. Avevano lo stesso colore di quelli della Morte che sanguinava nel sole.
(Non so se in quel momento ho pensato davvero ad Anna)
Ho appoggiato l'elastico sulla panchina, accanto al bagaglio della Morte.
Lei mi ha guardata con gli occhi grandi. Da dove vieni, mi ha chiesto.
Avrei voluto rispondere, da altrove. Si è avvicinata. Io avevo paura che mi toccasse con il suo sangue.
Ci rivedremo, mi ha detto, sento che un giorno ci rivedremo. E ha sorriso.
Sei stato, indubbiamente, e questa è una gran cosa. Mi incanta che tu sia stato.
Mi dispiace che ti sentissi solo, anche se forse lo volevi. Una voce, solo per dirti che un giorno molti desidereranno averti conosciuto, vorrei potertela mandare, anche se forse già lo sapevi. Ma un conto è saperlo un conto che accada.
Che ora tu sia un eroe anche per alcuni che non ti conoscono, forse ti va o forse non ti va, o un po' sì e un po' no. Fatto sta che lo sei.
Adesso non è granché tempo di eroi, anche se forse è solo che non lo vedo per vicinanza o viltà.
Leggo quello che scrivi con superbia di secoli accumulati. Sono o non sono miei, domanda oziosa.
Fantastico sul nostro incontro - quasi avessi più da dire che da imparare.
Pure, quanto è confortante il mito - pure, quanto lo temo sempre falso.
Se ora volessi - io che ti scrivo - cercare oltre quello che sono autorizzata a sapere - potrei?
I limiti del sapere sono difesi da invalicabili muraglie di matematica, da sequele eterne di giorni grigi e piovosi.
Eppure sarebbe bastato il caffé triplo, lungo giorni e mesi e anni? O forse non sarei bastata io? Ma tu, nel tuo passato, irraggiungibile, già più mi aiuti che non io te.
Hai scritto cose, almeno. Quelle posso toccarle, altre potrei se imparassi la lingua, se almeno una parte di sforzo mi decidessi a farla.
Eri davvero nobile all'altezza del tuo mito?
Come una luna, meno che pianeta, cerco riflessi di riflessi di te che cercavi, invece che osare tendere al tuo medesimo obiettivo.
Pure vorrei riportarti la mia voce, dirti "io ti credo", dirti "sei nel giusto", dirti "grazie - eretico pertinace e ostinatissimo".
per chi ha il faccialibro:
http://www.facebook.com/group.php?gid=141986920758&ref=nf
Nome: H2Overthe World- Un'ampolla di solidarietÃ
Categoria: Interessi Comuni - Cause e ideali
Descrizione: Venezia chiama il Mondo
Come Bossi che versa in laguna l'acqua del Po,troviamoci da tutta italia e dal mondo, per versare in laguna l'acqua di fiumi, laghi, oceani...
Scambiamoci idee, incontriamoci, organizziamoci
*"Siamo tutti gocce d'acqua inscindibili nella stessa laguna; facciamo confluire le nostre storie in un unico bacino"
mi rendo conto che si tratta probabilmente di un abissale fuoritema, che la situazione è quella che è, che le priorità... e compagnia cantando.
in caso chiedo scusa.
sentendo delle "camicie verdi" che hanno fatto quello che hanno fatto ieri a venezia, dopo la cerimonia dell'acqua del po, mi è sorto dall'acidità di stomaco (come direbbe giovanotti) un indistinto desiderio di fare qualcosa.
poi è arrivata una mezza immagine: persone da tutte le parti d'italia e del mondo (quando si sogna meglio sognare in grande) che versano in laguna acqua di ogni provenienza: sorgenti, fiumi, laghi, oceani...
davvero o per finta, non saprei; mi rendo conto che qui si parla di cose concrete e la mia è una reazione emotiva, ma ho sentito il bisogno di condividerla.
E buonasera anche a te, pensa Emma, scodellando nasello lessato nel piatto con gli orli blu. Kazar le si struscia tra le braccia camminando sul piano da cucina di granito rosa.
Naturalmente fuori diluvia. Come se avesse mai fatto altro che diluviare nelle ultime due settimane.
Ma ti pare un diluvio questo, micia? Un cavolo. Questo è un dannato catalogo di alluvioni. Ai topi in cantina stanno venendo le zampe palmate. Eh, chissà, magari se cominciano a sapere di pesce ci scappa che ti degni di acchiapparne qualcuno. No eh? Va be, Chiedevo.
Miao...
Seh, miao. Gran bel punto di vista il tuo, non c'è che dire. Incontrovertibile. Ma converrai che ai fine della conversazione non è troppo produttivo.
Mie-a-a-aow?
Ecco, già ci siamo di più. E' sempre una buona cosa esercitare il dubbio. Protegge dal dogmatismo e apre nuove prospettive.
Mm-oww.
Ok, ok. Ti lascio mangiare. Permalosa che sei! Sei proprio una gatta.
Che poi. Mi chiedevo. E' così bello fare le fusa? Cioè, lo fate per gusto o è tutta scena?
Io credo che se le sapessi fare ne approfitterei brutalmente. Tipo, uno non vuole lasciarmi il posto in coda? Purr-ronf, e via.
Avanti un altro.
Che ne pensi gatta?
Kazar si sistema meglio sulle ginocchia di Emma e sbadiglia.
Oh, certo, capisco. Digerire tutto quel pesce dev'essere un compito pesante. Povera micia. Proprio un gran lavoro.
Kazar si raddrizza e caccia gli occhi gialli in quelli di Emma.
Che c'è gatta? Ti annoio?
Sì. Hai finito di rompere?
Ok, ok. Stavo solo pensando a voce alta. Grattatina?
- che se la metro non si vede arrivare, puoi sempre intrattenerti in un proficuo dialogo con un simpatico roditore dotato di lunga coda e occhietti vispi
- che il mastino di baskerville della precedente inquilina ti avrà lasciato inaspettate fonti di ulteriori compagnia annidate tra le tappezzerie varie
- che di conseguenza, se eri incerto se portarti o meno a casa una mezza dozzina di felini, a questo punto tanto varrebbe farlo
- che le salviettine per neonati (abbandonate dalla padrona del mastino di baskerville) sono meglio del pronto legno (specie se NON hai il pronto legno)
- che i quattrini non evaporano. SUBLIMANO.
- che la fortuna è un po' miope, ma la sfiga oltre a mettersi gli occhiali ti concederà eccezionalmente il privilegio di usare pure il cronometro per migliorare il tempismo
e tante altre simpatiche faccenduole che al momento non mi vengono in mente ...
La strada si gode il fresco, rilascia il calore nell'aria, con calma. Accanto la campagna inganna la sete guardando il cielo, chiedendosi se in verità la notte scenda, o salga.
Non fosse per il tettuccio, forse Mia e Mela si porrebbero la stessa domanda.
Un buco imbucato nelle bucose profondità del caos, ove ritrovare frammenti perduti, seconda luna di Orlando, ma anche ultimo dimenticatoio dove nascondere, aperto agli occhi di tutti, ciò che si vuole mostrare e dimenticare.